Dal 1° maggio in vigore l’accordo UE-Mercosur: meno dazi e mercati aperti per le imprese

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30 Aprile 2026, di Redazione PMI.it – PMI.it

Dal 1° maggio 2026 l’accordo commerciale UE-Mercosur entra in vigore in via provvisoria. Dopo oltre 25 anni di negoziati e uno stop parlamentare che ne ha congelato la ratifica definitiva, la Commissione europea ha trovato la strada per farlo partire comunque: l’accordo interinale sugli scambi (iTA), la componente commerciale dell’intesa, non richiede il voto dei parlamenti nazionali né l’approvazione finale del Parlamento europeo. Si apre così per le imprese italiane un mercato da 270 milioni di consumatori, con riduzioni tariffarie immediate su macchinari, prodotti chimici, farmaci e vini.

Accordo iTA per aggirare lo stop UE

Il 21 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha votato — con soli dieci voti di scarto — per rinviare l’accordo alla Corte di Giustizia UE, chiedendo un parere sulla sua conformità ai trattati comunitari. Il voto ha bloccato la ratifica definitiva dell’accordo di partenariato (EMPA), ma non ha fermato la parte commerciale. La Commissione aveva già ottenuto il via libera del Consiglio UE il 9 gennaio e ha fatto valere la clausola dell’accordo interinale sugli scambi (iTA — Interim Trade Agreement): un testo autonomo, che riguarda una competenza esclusiva dell’UE, e che non deve passare dai singoli parlamenti nazionali. Il 23 marzo la Commissione ha completato l’ultimo atto procedurale, inviando la nota verbale al Paraguay — depositario dei trattati del Mercosur.

L’iTA è entrato in applicazione provvisoria il 1° maggio 2026 con Argentina, Brasile e Uruguay, che avevano già notificato il completamento delle proprie procedure di ratifica interne. Il Paraguay, che aveva ratificato ma non ancora inviato la notifica formale, è atteso a breve. Fino alla pronuncia della Corte di Giustizia e alla successiva ratifica del Parlamento europeo, l’iTA resterà il testo che regola i rapporti commerciali tra le due aree.

Opportunità commerciali per le imprese italiane

I rapporti commerciali tra Europa e i quattro Paesi Mercosur valgono circa 111 miliardi di euro l’anno — 55,2 miliardi di esportazioni UE e 56 miliardi di importazioni. L’Italia esporta nelle quattro economie sudamericane 1,9 miliardi di euro, con una concentrazione su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, mezzi di trasporto e beni di lusso. Le importazioni europee si concentrano invece su prodotti agricoli, minerali e carta.

Le stime della Commissione europea indicano che l’accordo potrebbe portare le esportazioni UE verso il Mercosur fino a 49 miliardi di euro annui, con un potenziale di 440mila posti di lavoro sostenuti. Per le imprese italiane i vantaggi vanno oltre l’export diretto: l’intesa facilita l’accesso alle materie prime sudamericane, incluse quelle critiche per la transizione energetica, e apre opportunità di partecipazione a bandi e appalti internazionali in un’area dove la concorrenza asiatica è già consolidata.

Dazi azzerati: il cronoprogramma

L’iTA prevede l’eliminazione progressiva delle barriere doganali sul 91% dei prodotti europei destinati ai mercati sudamericani. L’abbattimento delle tariffe è reciproco ma con tempi differenziati: i Paesi Mercosur elimineranno i dazi sui prodotti UE nell’arco di 15 anni, mentre l’Unione Europea completerà la liberalizzazione delle importazioni sudamericane in circa 10 anni.

Prima dell’accordo, alcune categorie di prodotti europei scontavano dazi particolarmente elevati sui mercati sudamericani:

  • automotive e superalcolici, con tariffe fino al 35%, tra le più alte per i prodotti UE;
  • farmaceutici, con dazi superiori al 14% in diversi Paesi del blocco;
  • macchinari e beni strumentali, con tariffe variabili che penalizzavano l’export italiano verso Brasile e Argentina.

Dal 1° maggio le prime riduzioni sono subito in vigore. Per conoscere i vantaggi tariffari specifici per ciascuna categoria merceologica, la Commissione europea ha messo a disposizione la piattaforma Access2Markets, dove gli esportatori possono verificare le condizioni applicate ai propri prodotti.

Clausole di salvaguardia per i settori esposti

In risposta alle proteste del comparto agricolo e agroalimentare, l’accordo include misure di protezione più stringenti rispetto alle versioni precedenti. La principale è una clausola di salvaguardia che consente di sospendere temporaneamente i vantaggi tariffari su prodotti critici — carni bovine, suine e pollame, latticini, granturco, riso, uova, zuccheri e determinate bevande alcoliche — nel caso di oscillazioni eccessive nei volumi o nei prezzi all’importazione.

Elemento rilevante: la clausola può essere attivata non solo dagli Stati membri ma anche da singole associazioni di categoria o imprese, nel momento in cui rilevano turbative di mercato.

Per Confagricoltura l’intesa resta però penalizzante per alcune produzioni sensibili — carni bovine in testa — e il nodo dei controlli alle frontiere rimane aperto: senza verifiche puntuali sull’effettiva applicazione degli standard europei su sicurezza alimentare, ambiente e diritti dei lavoratori, l’apertura dei mercati rischia di premiare chi produce con regole meno severe.

Vino e indicazioni geografiche per il Made in Italy

Più favorevole il bilancio per il settore vitivinicolo. Il Brasile è il primo mercato di sbocco tra i Paesi Mercosur per le esportazioni di vino europeo e registra una crescita costante: nel 2024 gli acquisti di vino UE hanno raggiunto circa 190 milioni di euro, con un aumento del 41% negli ultimi cinque anni. Il progressivo azzeramento di un dazio che oggi arriva al 27% potrebbe rafforzare ulteriormente la posizione del vino italiano in un mercato ancora dominato da produttori extraeuropei.

L’accordo protegge complessivamente 344 indicazioni geografiche europee — 57 delle quali italiane — vietandone l’imitazione nei Paesi Mercosur. La tutela riguarda DOP, IGP e altri marchi di qualità in settori che vanno dai formaggi ai salumi, dai vini agli oli. Per le PMI del Made in Italy che operano nei mercati sudamericani, questo rappresenta uno scudo concreto contro le pratiche di italian sounding che erodono quote di mercato nelle fasce premium.